Little Sun di Olafur Eliasson alla Tate Modern di Londra: l’arte che illumina la vita

Per chi spesso lo dimentica è bene ricordarlo: l’arte non ama i confini. E lo sa bene Olafur Eliasson, artista danese abituato a stupire con opere che definire incantesimi non è così improprio. Nel 2003 con The Weather Project riuscì a portare un grande sole artificiale dentro la Tate Modern, sorprendendo due milioni di persone.

Oggi è il momento di un nuovo progetto artistico: Little Sun. Ma non lasciatevi ingannare dalle parole, di “piccolo” nella nuova impresa di Eliasson c’è veramente poco. Little Sun è un’opera dalle dimensioni ridotte e persino riproducibile, ma con un’anima creativa (e ‘sociale’) molto, molto grande.

Si tratta di una lampada solare immaginata da un artista per aiutare i Paesi in via di sviluppo alle prese con la cronica mancanza di elettricità e realizzata da un ingegnere mago della tecnologia Led più avanzata, Frederik Ottesen. A Little Sun bastano cinque ore di carica all’aperto per restituirne altrettante di luce artificiale. Prodotto di design versus opera d’arte? Francamente questa contrapposizione ci interessa poco.

Quello che merita attenzione è il contesto in cui l’iniziativa ha scelto di venire alla luce (è proprio il caso di dirlo!). Questa sera, infatti, nella Londra olimpionica di Sua Maestà Elisabetta II, Little Sun sarà ufficialmente presentata al pubblico in occasione del primo Tate Blackouts (sold out da giorni). Un’iniziativa, inserita nel programma del Festival di Londra, che coinvolgerà, ancora una volta, la Tate Modern.

All’ora prestabilita, gli interruttori del museo londinese saranno posizionati su “off” e i visitatori delle sale del Surrealismo per due ore potranno contare solo su i piccoli soli di Eliasson per proseguire il loro tour artistico. Un’esperienza che si ripeterà, al termine degli orari ufficiali di apertura, ogni sabato sino al 23 settembre.

Little Sun: per non brancolare nel buio nel mondo dell’arte e anche nella vita… Potrebbe sembrare una metafora scontata e anche un po’ banale, ma sentite cosa ha detto l’artista in occasione della presentazione del progetto:

L’arte spesso vive nel mondo chiuso delle istituzioni ma io penso che si possa fare molto perché affronti direttamente questioni sociali

Little Sun è da subito in vendita a Londra (dove costerà circa 21 euro) e presto anche in Africa (a un prezzo di 8 euro) grazie alla collaborazione di alcune importanti Ong. I ricavi saranno devoluti allo sviluppo del progetto.

Tre le personali riflessioni ‘a caldo’:

1. arte e tecnologia (ribadiamolo, non fa male) non vivono su pianeti distanti e incomunicabili, anzi, proprio quando iniziano a colloquiare creano nuova arte e nuova tecnologia, che è ciò che assicura il futuro a tutti noi;

2. l’arte è in grado di contribuire concretamente al benessere della società civile, non è più il tempo delle torri di avorio, oggi è sempre più vero che creatività = innovazione intelligente;

3. l’oggetto artistico è portatore sano di cultura del buon vivere, anche quando è piccolo e riproducibile…..

Che ne dite di un mondo pieno di “works of art that work in life”…. bello, no??

 

Per saperne di più:
The Little Sun Website

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